Lei non è mai esistita prima – Capitolo IV
Capitolo IV
Mamma mia che sonno, solo il fare colazione è faticoso. Non ho neanche voglia di mangiare, ho troppo sonno ed anche troppe cose da fare.
Solo che stanotte non ho dormito quasi niente, mi chiedo solo come faccia Rick a non risentire della carenza di sonno. Lo vedi che va gironzolando per la casa tutto pimpante, quasi fischiettando o canticchiando.
Ieri notte, dopo che gli ho detto di essere incinta, quasi non ci credeva: è rimasto tipo 10 secondi buoni impalato senza dire una parola, ho messo anche il dubbio il fatto che respirasse, poi i suoi zigomi iniziarono a gonfiarsi, le labbra a curvarsi, gli occhi a socchiudersi, ed assunse un’espressione di gioia ed incredulità allo stesso tempo. Si vedeva tuttavia che era felicità.
Quindi siamo stati quasi tutta la notte a parlare del come, del perché…
“Incinta? Ma come? Ma davvero?”
Si, me lo ha detto oggi la ginecologa”.
“Ma è bellissimo!! Ahahahaha” Disse saltandomi addosso abbracciandomi.
“Hey, piano, stai stringendo troppo!”
“Ma perché non me lo hai detto subito?”
“Beh, all’inizio volevo, poi ho avuto un po’ di paura in verità, te l’ho detto ora, senza pensarci, perché ero rilassata”
“… Sono felice…”
Disse sorridendo, e mi abbracciò ancora, per alcuni secondi, dandomi un calore che sentivo entrare fin dentro le ossa.
Fu un caldo e lungo abbraccio, in silenzio, dove non serviva parlare.
“Ti amo”
Erano le uniche parole che disse quando mi lasciò, sistemò il cuscino e si mise a dormire.
Io restai a guardarlo mentre si preparava le coperte, seguendo i suoi movimenti, i suoi gesti, la cura nel sistemare i lembi della federa in modo perfetto, senza che nessun angolo di tessuto uscisse.
Poi sorrisi, e mi misi a dormire anche io.
Quindi eccomi, con poche ore di sonno, anche agitate, stanca come se avessi scalato il K2.
“Hey tesoro! Ma che fai? Ci pensi?”
“Eh? Cosa?”
“Stai lì impalata! Hai il biscotto nel latte da una vita… Guarda, si è anche spezzato”
Guardai in basso, nella tazza, galleggiava metà del biscotto che avevo inzuppato. Distrutto
“Yaaawn… ho sonno, non ho dormito granchè, non stressarmi”
“Stressarti? Ma se ci stavi cadendo anche tu nella tazza tra un po’”
“Ah ma sta zitto”
Sorrisi, dopotutto era così che Rick mi faceva sentire: protetta.
Era sempre molto attento a come mi sento o cosa provo.
E’ un uomo che la sera mi chiede come sia andata la giornata, mi ascolta e mi da consigli. Si prende cura di me, mi rispetta, e mi ha molto a cuore, a volte anche troppo, rischiando di essere appiccicoso o pesante, ma è un difetto che alla fine si sopporta bene.
Dopotutto non lo fa apposta, lui fa così solo perché è un uomo di grande cuore, ha molte insicurezze e paure, come se avesse ricevuto poco affetto, ma ne può dare tanto.
E’ una cosa difficile da spiegare, è più che altro una sensazione. Spesso Rick è burbero, non parla molto, e sembra sempre un po’ sulle sue. Mi da proprio la sensazione che voglia sempre fare qualcosa per qualcuno, come se farlo lo faccia sentire meglio, o altro. Ormai lo conosco come conosco me stessa, so tutto di lui, ma ho sempre la sensazione, come se mi mancasse un pezzo, come se mi mancasse conoscere un pezzo di lui… E’ strano da dire, ma come se ci fosse una parte di lui ancora da scoprire, una parte sepolta chissà dove dentro di lui.
Ma amo anche questo di lui.
“Stasera uscirò un po’ prima dal lavoro, pensavo di fare la pizza. Ti va?”
“Siiii, magari! Oggi poi mi aspetta una giornata abbastanza impegnativa in ufficio, quindi tornerò sicuramente stanca morta.”
“Ma parlane con Roberta, cioè, non penso che tu possa stancarti così tanto adesso.”
“Ma dai, sono solo di poche settimane, ora non fa differenza se mi stanco un po’, anzi… se faccio come solito del resto. Aaaah, ultimamente è uno stress infinito. Questo nuovo appalto non ci da pace”
“Appunto, non stressarti!”
Sorrideva, un sorriso premuroso, che fece sorridere anche me
“Ci proverò”
“Brava!”
“Tanto con questo sonno che mi ritrovo, non riuscirei a combinare molto, ed è solo colpa tua!”
“Colpa mia?”
“Certo! Chi è che mi ha tenuta sveglia fino a tardi?”
“Ma cosa centro io scusa? E poi sei tu che sei andata a dormire dopo di me, come se non me ne fossi accorto”
“Sì, ma è solo colpa tua”
“E come?”
“Chi è che voleva farlo?”
“Eh vabè, se adesso ti attacchi a queste cose!?”
Era sempre divertente prenderci in giro così, anche perché ieri notte è stato stupendo, anche più del solito.
Sì, siamo una coppia che fuori è molto riservata, anche un po’ casta per così dire, ma nel privato siamo parecchio espliciti, un po’ perversi addirittura, ma immagino che vada bene così, dopotutto è la nostra vita privata, cosa importa tutti gli altri?
Ameno la nostra vita di coppia non è mai monotona.
“Metto i piatti nel lavello e vado. Te quanto hai?”
“Non molto, finisco una cosa quì poi esco anche io”
Ancora non sapevo cosa mi avrebbe riservato quella giornata, e sicuramente è stato meglio così, perché a ripensarci ora, forse avrei soltanto buttato tutto all’aria.


