Come tutti gli altri, come nessun altro – Capitolo III
Capitolo III
“Che prendete ragazze? Esordì Mik”
“Per me lo sai…”
“Prosecco, va bene. Gloria?”
“Campari soda con ghiaccio per me”
“Ok, vado ad ordinare”
Era un bel pezzo che non mi facevo un aperitivo degno di questo nome.
Il tempo passò in fretta, secondo e terzo giro. Ci alzammo già un po’ alticci, anche perché era parecchio che non bevevo, quindi mi salì subito.
Arrivammo alla festa che era già piena di gente ed io non conoscevo nessuno, a parte Celine e Mik.
La casa era enorme, non avevo mai visto una villa così. Appena l’ingresso, si apriva un enorme cortile in mattonelle di terracotta, circondato da un ampio piazzale di perfetta breccia bianchissima. Poco dietro, piccole siepi e aiuole, facevano da cornice all’immensa piscina. Le aiuole, tutto in tufo ben posizionato, erano piene di coloratissime piante in fiore, erba verde e… laghetti. Sì, laghetti, con tanti piccoli pesciolini rossi. E la piscina: acqua limpida, con piccole increspature date dalle pompe di ricircolo, un trampolino bianco, e già posizionati in acqua, svariati gonfiabili, tra cui il mio preferito: un fenicottero rosa.
“Hey Glò, vieni, ti presento il padrone di casa. Eccolo! Danilooooo!”
Celine, con il suo fare sfacciato e poco curante dell’imbarazzo purpureo che avevo in volto, mi prese il braccio e mi trascinò verso, solo Dio sa dove. Passammo tra 5-6 ragazzi che discutevano, di politica mi sembra e Celine si bloccò.
Davanti a lei uno splendido ragazzo con i capelli biondo cenere, tirati all’indietro, occhi azzurri, fisico asciutto e ben definito, davvero bello, Celine non mentiva.
“Celine, Mik, casiniste come sempre! Ahahahaha”
“Non incolpare me, veditela con lei se urlare in mezzo alla gente le piace”
“Ah, ma stai zitto che è da quando siamo entrati che mi bussi sulla spalla con “oh, cerchiamo Danilo, cerchiamo Danilo” e bla bla bla. Manco fossi io la tua ragazza.”
E scoppiarono tutti e tre in una grossa risata
“Comunque lei è la ragazza che ti dicevo, Gloria”
“<Ragazza che ti dicevo?> Che significa?”
“Ah, lasciala perde, mi ha detto solo cose brutte. Piacere, Danilo”
“Piacere, Gloria. Maaa… Che ti ha detto?”
“Ah, stai zitta. Mik, andiamo la bar, voi due, conoscetevi.”
E così sono rimasta sola, ad una festa dove mi ero quasi imbucata, dove non conoscevo nessuno, con uno sconosciuto, nonché padrone di casa. E me ne stavo lì, nel silenzio imbarazzante di chi non sa cosa dire, nel silenzio di due sconosciuti che sono stati costretti con la forza a restare da soli.
“Bellissima casa. Esordii”
“Grazie!”
E tornò il silenzio imbarazzante
“Senti, maaa… Celine, cosa di ha detto di me?”
“Ahahahahaha stai tranquilla, non mi ha detto nulla. Mi ha solo detto <Oh Danì, porto con me un’amica, vedi di trattarla bene. Ed è pure carina, mi ringrazi dopo>”
Io, rossa come un peperone, in evidente contrasto con il mio abbigliamento molto colorato, stavo per scappare dall’imbarazzo, quando un gruppetto di tre persone arrivò dietro a Danilo, che lo presero per la manica della canottiera, e lo tirarono via al grido di “Dai Danì, vieni che stasera ci prendiamo una sbornia colossale”.
Riuscii solo ad interpretare poche parole dal labiale e dal gesto del ragazzo: “Ci vediamo dopo”



















