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Come tutti gli altri, come nessun altro – Capitolo IV

Capitolo IV

Rimasi li, da sola come una cretina, in mezzo ad una marea di gente che non sapevo nemmeno chi fosse.

Celine e Mik? Spariti “dove starà il bar?”

Mi guardai un po’ intorno, nella speranza di vedere qualcosa che somigliasse minimamente ad un bancone, niente. Fermai la prima persona che mi arrivò a tiro e che aveva un bicchiere in mano

“Scusami, il bar?”

“Lì, dietro a quel muretto con la siepe e le palme”

“Grazie!”

Mi voltai di scatto, e quasi che correvo verso quel muretto, e all’angolo Sbamm!

“Oh Glò ma che cavolo fai?”


“Oddio scusa, non ti avevo vista!”


“Ma ti sembra il modo di andare in giro?”


“Dov’è Danilo?”

Celine che si guardava intorno

“Sono arrivati alcuni suoi amici e se lo sono portato via… Con la forza direi”

“Ma dai! Che stronzi! Vi siete almeno parlati?”

“Si, più o meno… Beh, ci siamo detti giusto 2 parole in croce”

“Vabè, tieni, questo è per te!”

Celine di allungò un bicchiere con dentro un qualche liquido rosso

“Cos’è?” Chiesi

“Negrosky! Zitta e bevi!”

Aveva il sapore della benzina, mista a non so quale sapore amaro che mi strappò un’espressione parecchio contrariata sulla faccia, così evidente che quei due stronzi di Celine e Mik si misero a ridere sotto i baffi

“Cazzo è? Benzina?”

“Dai che è buono, tu continua a bere, vedrai che migliora”

E così feci, buttai giù un altro sorso di quella brodaglia rosso scuro, ma non è che migliorava poi tanto, ma ormai avevo la bocca mezza anestetizzata, quindi non gli diedi poi molto peso.

Dai, andiamo a ballare”

Celine mi teneva la mano, e mi trascinava verso quella che doveva essere una console mezza improvvisata su di un soppalco. Ma era ben organizzata: luci tutto intorno, separè e palchetto rialzato, sotto un quadrato circoscritto da aiuole, proprio davanti la piscina.

Ero molto impacciata, timida, non mi muovevo quasi per niente, ancora non ero entrata nel mood della festa, come sempre del resto, all’inizio ci vuole sempre un po’ di rodaggio, anche perché ancora la musica non era niente di che, e la pista quasi vuota.

Il tempo passò in fretta, primo cocktail finito

“Ma allora ti è piaciuto”

“Cosa?”

“Ti è piaciuto dico! Te lo sei finito in un fiato”

“Alla fine avevi ragione, non era male per niente”

“Dai, finisco questo e ne andiamo a prendere un altro, tanto guida Mik”

“Ovvio, fortuna io che faccio da autista”

Era bello per una sera non pensare, lasciarsi un po’ andare, come trasportate dal vento.

Anche il secondo cocktail andò giù parecchio velocemente, e con esso il mio corpo si scioglieva, e la mente, beh, iniziava a pesare meno dell’aria stessa.

Oramai io e Celine eravamo alla  terza bevuta, ed era una vita che non bevevo davvero ad una serata, o che andavo ad una serata, e quel Negrosky era forte davvero… Non ero ubriaca, ma poco ci mancava.

La gente iniziava ad arrivare in pista, la musica si alzava, la piscina iniziava ad affollarsi, poco importava, già avevo fatto il bagno, 2 minuti, ma mi ero tuffata.

“Era ora che ti facessi vivo!”

Celine che urlava, verso di noi arrivava Danilo con un gruppo di suoi amici, lo stesso che lo avevano portato via.

Non gli prestai molta attenzione, ero presa dalla musica, adoro Dymatik, ed onestamente non pensavo qualcuno lo conoscesse, ma chi metteva la musica, era davvero bravo, devo dirlo. La musica era il top, potente e coinvolgente, e non avevo voglia di distrarmi pensando a chi avevo intorno.

Il gruppo di Danilo si unì a noi, erano 3 ragazzi compreso lui a dir la verità, quindi nemmeno definibile gruppo, ma vabè…

“Lei è Gloria! Glò, oh, ci sei?”

“Piacere”

Ci presentammo tutti, ma come vennero pronunciati, quei nomi vennero già dimenticati

“Celine, balliamo, amo questa canzone”

“Ma sei ubriaca?”


“No… beh si… non lo so”

“Non reggi un cazzo ahahhahaha”

Ed era vero, non reggevo un cazzo. Non che fossi ubriaca davvero, un po’ brilla ok, ma non ubriaca, avevo solo voglia di non pensare.

La serata andava avanti. ero felice.

“Hey, vado al bar, vuoi qualcosa? Mi accompagni?”

“Ma si…”

Era Danilo, un po’ avanti anche lui, si vedeva, ma lo accompagnai, anche se non lo conoscevo.

“Che prendi?”

“Boh, tu che prendi?”

“Mmm, Gin Tonic.”


“Allora anche io”

“Frà, facci 2 Gin Tonic”

“Oh, bella Danì, era ora passassi a salutarmi”

“Ma se siamo stati insieme tutto il pomeriggio!”


“Eh vabè, era per dire… Non ti sei visto tutta la sera”

“Sono stato in giro”

Il barista, un certo Francesco da quel che avevo capito, lanciò un’occhiata maliziosa nella mia direzione.

Danilo fece solo un segno come a dire ma smettila, nulla di più. 

I due continuarono a parlare, ma io ero incantata, o meglio dire avevo solo lo sguardo fisso, su Francesco che preparava i cocktail. Era veloce, e tutti i movimenti che faceva sembravano precisi e puntuali: direi che nella vita privata, fa il barman di professione.

“Ecco quì, 2 Gin Tonic, con poco tonic e molto Gin… Solo perché sei tu”

Allungò i bicchieri oltre il bancone facendo un occhiolino

“Grazie! Tieni, questo è tuo”

Disse allungandomi un bicchiere. Tornammo in pista, senza dire una parola l’uno all’altro. 

Ero un po’ stordita a dir la verità… Erano solo le 2, ma io ero stanca, in realtà un mix tra stanchezza, eccitazione, e qualcos’altro che non so descrivere.

“Ce ne avete messo di tempo”

Disse Celine

“E falli fare, neanche fossi la madre”

Questo era Mik, in risposta. In verità era un ragazzo molto protettivo, ma ci conosceva entrambi, così pensò bene di dire la sua.

“Gne gne gne”

La replica di Celine

“Oh cazzo, era una vita che non sentivo questa canzone!”

Non ricordo il titolo in verità, ma era una canzone che non sentivo da tempo ed era tanta roba.

Non parlammo più, iniziammo solo a ballare, a saltare e si, a versare parte del drink a terra, e forse anche un po’ addosso.

Ero completamente in balia della musica, mi sentivo leggera, mi stavo divertendo davvero tanto, le luci, l’aria, la musica, le orecchie che sembravano piene di ovatta… Era bellissimo.

In tutto questo, sentii solo qualcuno starmi dietro, abbracciarmi in vita, ballarmi intorno, avvicinarsi… 

Non mi importava chi fosse, avevo voglia… Girai qual poco la testa, alzai un braccio, lo passai intorno alla testa di Danilo, e ci baciammo.

Continua…

Come tutti gli altri, come nessun altro – Capitolo III

Capitolo III

“Che prendete ragazze? Esordì Mik”

“Per me lo sai…”

“Prosecco, va bene. Gloria?”

“Campari soda con ghiaccio per me”

“Ok, vado ad ordinare”

Era un bel pezzo che non mi facevo un aperitivo degno di questo nome.

Il tempo passò in fretta, secondo e terzo giro. Ci alzammo già un po’ alticci, anche perché era parecchio che non bevevo, quindi mi salì subito.

Arrivammo alla festa che era già piena di gente ed io non conoscevo nessuno, a parte Celine e Mik.

La casa era enorme, non avevo mai visto una villa così. Appena l’ingresso, si apriva un enorme cortile in mattonelle di terracotta, circondato da un ampio piazzale di perfetta breccia bianchissima. Poco dietro, piccole siepi e aiuole, facevano da cornice all’immensa piscina. Le aiuole, tutto in tufo ben posizionato, erano piene di coloratissime piante in fiore, erba verde e… laghetti. Sì, laghetti, con tanti piccoli pesciolini rossi. E la piscina: acqua limpida, con piccole increspature date dalle pompe di ricircolo, un trampolino bianco, e già posizionati in acqua, svariati gonfiabili, tra cui il mio preferito: un fenicottero rosa.

“Hey Glò, vieni, ti presento il padrone di casa. Eccolo! Danilooooo!”

Celine, con il suo fare sfacciato e poco curante dell’imbarazzo purpureo che avevo in volto, mi prese il braccio e mi trascinò verso, solo Dio sa dove. Passammo tra 5-6 ragazzi che discutevano, di politica mi sembra e Celine si bloccò. 

Davanti a lei uno splendido ragazzo con i capelli biondo cenere, tirati all’indietro, occhi azzurri, fisico asciutto e ben definito, davvero bello, Celine non mentiva.

“Celine, Mik, casiniste come sempre! Ahahahaha”

“Non incolpare me, veditela con lei se urlare in mezzo alla gente le piace”

“Ah, ma stai zitto che è da quando siamo entrati che mi bussi sulla spalla con “oh, cerchiamo Danilo, cerchiamo Danilo” e bla bla bla. Manco fossi io la tua ragazza.”

E scoppiarono tutti e tre in una grossa risata

“Comunque lei è la ragazza che ti dicevo, Gloria”

“<Ragazza che ti dicevo?> Che significa?”

“Ah, lasciala perde, mi ha detto solo cose brutte. Piacere, Danilo”

“Piacere, Gloria. Maaa… Che ti ha detto?”

“Ah, stai zitta. Mik, andiamo la bar, voi due, conoscetevi.”

E così sono rimasta sola, ad una festa dove mi ero quasi imbucata, dove non conoscevo nessuno, con uno sconosciuto, nonché padrone di casa. E me ne stavo lì, nel silenzio imbarazzante di chi non sa cosa dire, nel silenzio di due sconosciuti che sono stati costretti con la forza a restare da soli.

Bellissima casa. Esordii”

“Grazie!”

E tornò il silenzio imbarazzante

“Senti, maaa… Celine, cosa di ha detto di me?”

“Ahahahahaha stai tranquilla, non mi ha detto nulla. Mi ha solo detto <Oh Danì, porto con me un’amica, vedi di trattarla bene. Ed è pure carina, mi ringrazi dopo>”

Io, rossa come un peperone, in evidente contrasto con il mio abbigliamento molto colorato, stavo per scappare dall’imbarazzo, quando un gruppetto di tre persone arrivò dietro a Danilo, che lo presero per la manica della canottiera, e lo tirarono via al grido di  “Dai Danì, vieni che stasera ci prendiamo una sbornia colossale”.

Riuscii solo ad interpretare poche parole dal labiale e dal gesto del ragazzo: “Ci vediamo dopo”

Come tutti gli altri, come nessun altro – Capitolo II

Capitolo II

Sono passati un po’ di mesi da quando ho iniziato con la mia routine della corsa. Non dico ci sia andata tutti i giorni, soprattutto all’inizio, ma ora ci vado quasi sempre, ed ho anche iniziato a fare gli addominali e mangiare di meno. Ho perso 4kg dall’inizio dell’estate ma ancora non mi sento a mio agio. Ho iniziato anche a vedere e provare alcune diete o prodotti, se ne trovano tanti in giro e tanti metodi diversi. Ho visto siti e chiesto in giro, la scelta ne è davvero tanta. 

Mangiare di meno aiuta, ma onestamente mi sento debole se mangio troppo poco, all’inizio soprattutto era davvero difficile placare i crampi di fame, ma poi ci si abitua. La svolta è arrivata quando ho iniziato ad assumere un pasto sostitutivo, a colazione, come scritto sulla confezione: ho trovato un sito affidabile, iniziato a seguire una pagina Facebook dove molte persone testimoniavano funzionasse e così ho fatto un ordine. Da prima solo un sostituto del pasto a colazione, poi le barrette, gli integratori… Dicono che facendo sport servano gli integratori, così li ho presi. Ho iniziato a seguire le pagine, gli slogan etc, e devo dire che ho continuato a perdere peso: altri 2.5 kg nelle 3 settimane successive, e tutto senza rinunciare a mangiare, ma ormai mangiare non mi andava più nemmeno tanto.

“Sai che sei dimagrita? “

“Vero? Grazie!”

“Sì, ma non hai un bel colorito…”

“In che senso?”

“Boh, sembri anemica…”

Celine, che si preoccupa per me, è adorabile.

Ultimamente ci siamo sentite molto poco, soprattutto durante l’estate. Il fatto che lei abbia la casa al mare, non mi permette di vederla spesso, poi comunque lei ha il suo gruppo di amici giù, mi sento di troppo.

“Con Mik come va?”

“Bene, lui oggi andava all’acquapark con gli amici, e quindi ho voluto vederti visto che sto periodo non ci siamo mai viste.”

“Già, non ti sei mai fatta sentire brutta stronza! Ahahahahah”

“Stronza io? Ma stronza ci sarai tu ahahahaha”

Era davvero tanto che non ridevo così, che scherzavo con un’amica…

La mia estate è trascorsa tra giornate monotone e noiose, sono uscita qualche volta ma nulla che mi abbia mai fatto dire “Mamma mia come mi sono divertita”.

Ed ora quì, con Celin a tirarci l’acqua della fontana, come due cretine. 

I suoi capelli neri che seguono il vento, i seni che saltano mentre corre, le curve perfette del suo corpo, i suoi occhi nocciola chiaro, con un taglio che ricorda quello di un cervo si muove leggera e veloce, la bocca piccola, ma di una delicatezza unica. Lei è la più bella di tutte secondo me, lei è come un fuoco che danza sul mare.

Lei è così bella…

Hey, c’è una festa con degli amici di Mik sabato, perché non vieni?”

“Una festa? Dove?”

“Al mare, a casa di Danilo, è un bel ragazzo, magari sai…”

“Cosa mi rappresenta quella faccia maliziosa?? “

E siamo scoppiate a ridere come 2 sceme

“Dai, è veramente figo, secondo me, per come sei ora se ci provi, una scopata te la fai”

“Una scopata?”

“Beh che ho detto?”

“No niente, ma sai… Non mi va”

“Vabé, ma è anche un bravo ragazzo, vieni che ti costa?”

“Ci penso…”

“Brava! Dai andiamo a prenderci una birra al bar ti va?”

“E lo chiedi?”

“Quindi Glò, che hai fatto quest’estate, non me l’hai mica detto?!”

“Non te l’ho detto perché non ho fatto praticamente niente a parte sport. Sono uscita qualche volta con mio cugino ed i suoi amici, ma niente di che. Un’estate parecchio sottotono. Tu invece?”

“Beh, io sono stata sempre al mare, mi sono divertita un sacco: ogni sera feste, sono stata quasi sempre ubriaca, penso proprio di aver esagerato con l’alcol quest’estate. Tanto ormai ricomincia la scuola, sarà un mortorio fino a Natale.”

“Ti invidio.”

“Perché?”

“Perché? Perché tu hai fatto un sacco di cose, io niente. Mi sento una sfigata.”

“Rimediamo allora!”

“Come?”

“Alla festa!”

La festa era sabato, con Celine mi sono vista solo mercoledì. Non è che avessi davvero una gran voglia in realtà di andare a quella festa, ma tutto sommato non era neanche una così brutta idea.

Ero un po’ come in ansia lo ammetto, e mentre mi preparavo, questa iniziava a salire. Non avevo nemmeno mangiato a pranzo per paura che il top mi facesse la pancia, invece per la prima volta dopo davvero tanto, troppo tempo, mi sentivo carina.

Ero ben truccata, non troppo, un filo di matita sugli occhi, dell’ombretto, poca terra sulle guance, la piega, e allo specchio mi vedevo bene. Mi comprai un top nero un po’ scollato il giorno stesso, dei pantaloni neri a vita bassa che mi facevano un bel culo, tacchi…. Forse troppo nero visto che anche i miei capelli praticamente lo sono, ma poco importa: vesto solo nero.

“Ammazza che figa.

Esordì Celine”

“Dai, smettila, tu sei figa, non io…”

“Su, sali. Andiamo prima al bar a prenderci qualcosa, ci scaldiamo ;)”

Come tutti gli altri, come nessun altro – Capitolo I

Capitolo I

“Gloria! Gloria! Sei con noi?”

“Si prof, mi scusi…”

Mamma mia prof, e mollami. 

Che lezione noiosa, non capisco ancora a cosa serva latino. Dicono “serve perché così impari a ragionare, impari un metodo di studio”, ma di cosa? 

A me sembra solo una lingua morta, al massimo utile a chi studia lettere antiche o archeologia, ma vabè, oramai sono 4 anni che mi faccio questa domanda senza risposta, ed onestamente non me ne importa nulla. Una settimana ed ho finito, e sono libera di godermi l’estate.

“Zzzzz, Zzzzz”

“Chi cavolo è?”

Celine, la mia migliore amica. Non stiamo nella stessa classe, solo nello stesso istituto ma facciamo tutto insieme praticamente.

“Hey, ti muovi? “

“Eccomi, eccomi!”

“Ce ne hai messo di tempo.”

“Scusate, ma la prof ha continuato a spiegare anche dopo la campana”

Questo è in assoluto il periodo dell’anno che preferisco: la primavera, i finestrini abbassati, il sole, e quel senso di libertà che si sente nell’aria, non lo so, tutto sembra più felice. Dopo un pranzo veloce al Mc, siamo andati a casa di Celine per i costumi

“Mamma mia quanto ho mangiato!”

“Si vede!”

“In che senso si vede?”

“Glò, non lo so, guarda, che sono quei buchi sulle gambe?”

“Che buchi??”

Io allibita, non capivo cosa stesse dicendo la mia amica. Mi guardava le gambe, le guardai anch’io, e capii…

“Visto?”

Guardai la mia coscia, e lì, vicino all’elastico dello slip, un buchetto. Presi con le mani ai lati e strinsi la pelle: se ne formarono altri, quasi invisibili per la verità, che forse nemmeno esistevano, ma io li vedevo. Li vedevo, ed erano terrificanti.

“E’ ora che inizi a fare qualcosa per quello, se continui così a 20 anni sarai piena di cellulite”

“Ah ma stai zitta”

Però aveva ragione. Cellulite, solo pensare a quella parola mi venne una nausea bestiale, come se il mio corpo avesse realizzato cosa stava succedendo e cercasse in ogni modo di fare qualcosa di immediato e definitivo: vomitare il pranzo a base di grassi che avevo ingerito poco fa.

“Hey, ci sei ancora?”

“Domani andiamo a correre va bene?”

“A correre?”

“Si! Correre, e tu vieni con me”

“Va bene”

La giornata andò bene, la spiaggia, il sole, ci divertimmo tantissimo, ma i miei pensieri non potevo fare a meno di convergere sul come mi stavo riducendo, che poi riducendo è un brutto modo di dire questa cosa, non è che avevo iniziato a drogarmi o cosa, ma mi sentivo improvvisamente a disagio con me stessa. Non mi era mai successo prima.

In tutto questo guardavo Celine, ed il suo corpo atletico. Lei aveva tutto: è bellissima, seno grande, chiappe sode, niente pancia, anzi, un cenno di addominali. 

Voglio essere come lei

Dicevo tra me e me. Veramente, più la guardo, e più la invidio.

Poi guardo me, effettivamente ho un minimo di pancetta, poi non sono male, sono carina, ma non lo so, all’improvviso non mi vedo più bella.

Mi addormentai di sasso, ma il mio sonno non fu tranquillo. Mi alzai diverse volte, o comunque sai quando hai quella sensazione di sognare che non riesci a dormire? Questo lo descrive bene, e mi svegliai stanca.

La mattinata fu di routine, ed anche io mi sentivo meglio.

La lezione di stamattina è particolarmente noiosa, e Montale non aiuta di certo a far scorrere il tempo.

Non faccio altro che scrollare la home di instagram, cercare dei Reels, vedere post, magari trovo qualcosa di interessante e divertente.

“Zzzzz, Zzzzz”… Celine che mi ha appena inviato una foto

In effetti lo eravamo: una foto dove ridiamo come pazze perché Celine si è sporcata il naso col gelato e provava a pulirsi leccandosi con la lingua, con scarsi risultati.

La foto l’aveva scattata Mik, il ragazzo di Celine, anche lui un gran figo.

Io non ho il ragazzo, ho avuto una storia, durata poco più di 4 mesi, finita male ovviamente, come la maggior parte delle storielle adolescenziali. Loro invece sono felici, non stanno insieme da molto, saranno 3 mesi, ma sono felici. 

Non ho tantissimi amici, quindi esco sempre con lei, e con Mik… Onestamente inizio a sentirmi come di troppo, molte volte sono lasciata da parte, giustamente, ma le uscite in 3 ormai iniziano a diventare pesanti.

Pomeriggio di studio, le ultime interrogazioni iniziano a mettermi pressione, quindi passo tutto il tempo sui libri, e le 18.30 arrivano abbastanza velocemente

La mia prima esperienza con lo sport: un disastro totale.

Non avrei mai potuto immaginare che correre sul serio fosse questo. Neanche 5 minuti e già sentivo bruciare le gambe, dopo 10 il cuore sembrava scoppiarmi nel petto, ed avevo dolori un po’ ovunque. Celine invece? Fresca come una rosa

“Stanca?”

“Zitta, sto per morire. “

Dicevo con il fiato che faticava ad uscire dalla bocca per quanto bruciavano i polmoni

“Camminiamo un po’ allora… Hai voluto esagerare, non sei allenata, facciamo con calma.”

Camminammo per un po’, in silenzio, anche perché non è che riuscissi a parlare più di tanto con i polmoni che bruciavano, come punti da microscopici aculei.

“Mi spieghi che ti è preso Glò?”

“In che senso?”

“Nel senso che da quando ti ho detto di quella smagliatura sembri impazzita, si vedeva da come correvi, ti ho detto “segui il mio ritmo”, ma tu andavi più forte. Più forte di me, che sono 10 anni che corro praticamente.”

“Beh si… “

Dissi che ancora ansimavo

“Non mi sento bella ultimamente, e l’altro giorno mi sono sentita davvero a disagio quando mi hai detto della smagliatura”

“Eh vabé, ma che è colpa mia? Mica ho fatto apposta! Ho visto quella cosa e te l’ho detto.”

“Hai ragione, scusa”